Intervista di Scrittori Emergenti Uniti

Un’altra splendida autrice che abbiamo il piacere di presentarvi nell’intervista di questa settimana è Alice Dc con il suo libro “Magnolia”.

Carlotta: Alice, com’è nata la tua passione per la scrittura?

Carlotta buongiorno, e grazie per questa opportunità. La mia passione per la scrittura è nata da bambina. Non ero una bambina particolarmente loquace, soprattutto alle elementari e mi piaceva molto immaginare personaggi di fantasia, che per magia entravano a far parte delle mie giornate, e la scrittura si è da subito rivelata la mia porta comunicativa verso il mondo. Crescendo ho capito sempre di più che volevo farne un mestiere, perciò ho studiato a Roma diventando sceneggiatrice cinematografica e iniziando quindi a lavorare principalmente su film. Ma la mia passione per la scrittura creativa è cresciuta con me e Magnolia è nato quando per lavoro vivevo a Londra, durante un pomeriggio trascorso nella calca della metropolitana.

Alessandra: Ciao. Self Publishing o Casa Editrice. Perché?

Ciao Alessandra, io ho scelto il self per diversi motivi, pur avendo avuto la possibilità di affidare il romanzo ad una CE. L’indipendenza nelle decisioni è il motivo principale, così come avere l’occasione di poter gestire aspetti più vari, dalla promozione alla scelta di copertina ecc. Magnolia è il mio primo romanzo e confesso di aver imparato molto da questa esperienza del self, mi ha aperto un mondo nel vero senso della parola. Non escludo comunque la possibilità di pubblicare con una CE in futuro, vedremo.

Alessandra: Cosa fai per promuovere il tuo libro?

Personalmente, cerco di non essere troppo “spammosa”, perché a lungo andare può diventare fastidioso per chi mi segue. Pubblico qualche citazione tratta dal romanzo, alcune foto professionali che ho realizzato, faccio qualche promozione alla versione Kindle -che aiuta molto ad acquisire un bacino di lettori più ampio- e cerco di essere creativa in modo da non risultare piatta e noiosa. Ho fatto una presentazione poco prima di Natale qui nella mia città e ne sto organizzando qualche altra per i prossimi mesi. Mi piacerebbe anche fare delle interviste per alcuni blog, spero di poterci riuscire presto.

Giovanna: Editing, ti servi di qualcuno? Ricerca, quanto è importante nelle tue storie?

Per “Magnolia” mi sono affidata ad una editor che ha realizzato una scheda valutativa molto dettagliata sul romanzo, e mi è stata molto utile per rifinire i dettagli del testo e dargli diciamo il tocco finale, anche se comunque l’editing vero e proprio l’ho fatto da sola.

La ricerca penso sia fondamentale un po’ per tutti i generi, nel mio caso gli argomenti che tratto sono la violenza sulle donne, il danno psicologico e l’elaborazione del trauma; mi sono documentata molto su questi aspetti, è stato essenziale per rendere vera la protagonista e tutta la vicenda realistica.

Carlotta: Parliamo del tuo libro: quali sono i tuoi personaggi principali?

Grazie Carlotta. I protagonisti nel mio caso sono Elise, una ragazza con un brutto passato alle spalle, segnato da tanta sofferenza, che si ritrova a nascondersi a Londra, con un’altra identità, cercando di tornare faticosamente ad una vita normale. Un giorno incontra Colin, un imprenditore divorziato con problemi in famiglia, soprattutto con la figlia, e dal loro incontro nascerà qualcosa di più, soprattutto la voglia per entrambi di affrontare una volta per tutte i loro scheletri nell’armadio. Come personaggi secondari ci sono Vincent, il capo della sicurezza dell’azienda di Colin, che lo aiuterà in alcune ricerche, e Thea, l’amica di Elise e sua coinquilina.

Carlotta: Domanda difficile: commenta con la frase di un tuo autore preferito. Questa frase ha un significato particolare per te?

”È impossibile vivere senza fallire in qualcosa, a meno che non viviate in modo così prudente da non vivere del tutto. In quel caso, avrete fallito in partenza.” È una frase di JK Rowling e mi piace molto perché mi ricorda sempre che anche se la scrittura è fatta di alti e bassi e di rischi, e anche se a volte può andare male, bisogna sempre provare e riprovare finché non va bene. Finché dalla sconfitta tiriamo fuori una vittoria.

Irene: Ciao Alice. Se non sbaglio, le donne hanno un ruolo importante nel tuo libro. Affronti anche tematiche “di genere”? (Emancipazione femminile, famiglia, ecc.?) E se sì, come?

Ciao Irene, grazie per la domanda. Nel romanzo parlo di violenza sulle donne e di come sia difficile ricominciare dopo aver subito un atto così grave. C’è la paura, il senso di colpa, il ricordo, e spesso la fatica ad emergere di nuovo in una società a cui non importa di ciò che hai dentro. La mia protagonista vuole diventare una fotografa professionale, e nel libro parlo anche del suo percorso lavorativo, dato che all’inizio della vicenda lavora come commessa in una boutique. Diciamo che in ogni storia che scrivo c’è sempre una tematica che fa emergere uno o più aspetti della società, della famiglia ecc. Trovo che la scrittura sia un mezzo potente per diffondere questi messaggi e quindi mi viene naturale inserirli in un testo. A volte sono esperienze personali, magari rivisitate, a volte racconti di persone che conosco, altre volte sono tratte da un fatto realmente accaduto. Per esempio, in una storia che sto scrivendo adesso parlo della protesta massiva che c’è stata negli Stati Uniti qualche mese fa contro i trattamenti barbari riservati agli immigrati clandestini, concentrandomi in particolare sullo slogan “families belong together”, che trovo racchiuda in tre parole tutto ciò che di sbagliato viene fatto a quelle persone.

Jessica: Ciao! Qual è il genere in cui ti senti più a tuo agio come scrittori e per quale motivo? Ti piacerebbe sperimentarne altri? 

Ciao Jessica, il genere che diciamo “mi calza come un guanto” è il fantascienza distopico. Non so spiegarti con precisione per quale motivo, diciamo che quando immagino una storia la vedo quasi sempre così; e poi è anche il genere che riesco meglio a scrivere, oltre al romance. Ti confesso che mi piacerebbe molto provare a scrivere qualcosa di genere thriller, magari psicologico, e anche urban fantasy.

Jessica: Qual è il personaggio che senti più vicino a te? Quello in cui hai messo anche una parte di te o che per qualche motivo trovi più affine?

Credo che Colin, il personaggio maschile del romanzo, rispecchi molto la mia impulsività e la combattività che lascio emergere in determinate situazioni. Però anche il lato romantico di Elise è un aspetto in cui mi ritrovo. Ma in linea di massima direi Colin.

Carlotta:  Ti cimenteresti mai in un genere a te poco familiare, qualcosa di completamente diverso dai tuoi generi?

Mi hanno recentemente proposto di scrivere una storia a 4 mani, sul genere comico, ma onestamente non ho ancora dato una risposta perché se da una parte è una cosa che vorrei provare a fare, dall’altra ho paura che essendo molto lontana da quello che di solito scrivo, io non riesca a comunicare bene ai lettori. Sono ancora indecisa.

Carlotta: Alice, la scelta del titolo della tua opera è stata complicata? O l’idea ti è venuta in modo spontaneo?

No, direi di no perché fa strettamente parte della trama. Inoltre il fiore di magnolia simboleggia la purezza, la forza e la dignità, e sono tutti aspetti che nel romanzo ho cercato di comunicare molto.

Carlotta: Perché consiglieresti di leggere il tuo libro? Usa quattro aggettivi!

Profondo, romantico, toccante, intenso.

E anche questa intervista è terminata. Grazie Alice per averci fatto conoscere meglio il tuo libro, un romanzo dai risvolti interessanti, ricco di personaggi ed emozioni!

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